Ho sempre amato la mimosa.
Acacia Dealbata.
Il suo nome. Quante volte non viene utilizzato con coerenza e ragion di causa il nome delle donne? Poche volte vengono riconosciuti nome e cognome delle donne. Meglio sottolinearne il ruolo di mamma, amica, fidanzata o moglie. I ruoli però sono tanti e la donna imprenditrice, direttrice, astronauta, sportiva per quale ragione non ha alcun diritto di spiccare e risplendere all’interno della nostra società? La società è impari. Tende al maschilismo. Questo è un dato di fatto. Quello che molti non ammettano è che gli stessi uomini sono vittima di questo sistema malato. Non ci si rende conto di quanta fatica qualunque essere vivente compie giornalmente per appartenere, veder riconosciuti i propri diritti, poter esprimere i veri sentimenti legati all’essere. In una società impari tutti pagano le conseguenze della disuguaglianza. Molte di queste sono celate e intime, ma comunque ferite.
Per questo non occorre un giorno dedicato alle donne, ma per la conquista di dignità e rispetto per l’essere donna ne occorrono 365, di giorni, come per ogni individuo su questa terra.
Piccoli soli che risplendono tra fragilità e coraggio, cerchi primordiali pieni di rispetto, vuoti capaci di morbidezza per includere, confini fatti di luce che aderiscono al mondo.
Lei, loro, noi.