Biscottificio Antonio Mattei
Nel 2016 ho avuto la possibilità di iniziare una colaborazione con la storica azienda pratese di biscotti. Ho conosciuto i fratelli Pandolfini, la quarta generazione della Famiglia alla guida del Biscottificio: Francesco, Marcella Elisabetta e Letizia. Con loro ho avuto modo di entrare a contatto con la storia di un’azienda eccezionale. Ho avuto accesso ad un archivio che conta un’eredità formidabile, un sapere artigianale che profuma di buono da oltre 160 anni.
La consulenza fornita al Biscottificio ANTONIO MATTEI in ambito creativo riveste ad oggi ogni aspetto della comunicazione: dal restyling del marchio all’intera immagine coordinata, dalla strategia del Blu Mattei proprio dell’originale packaging all’ideazione dei cataloghi commerciali e natalizi. Dal materiale promozionale dei punti vendita di Prato e Firenze fino alla personalizzazione di gadget e alla creatività social.
Tra tutti i progetti speciali realizzati quello di maggior successo e a cui sono legata particolarmente è la linea di prodotto: le Biscottiere da Collezione. Bauletti e cofanetti in latta prodotti in edizione limitata e disegnati esclusivamente per il brand dal duo di illustratori Simone Massoni e Ilaria Falorsi.
Oggetti preziosi e speciali, capaci di raccontare la specificità di un marchio, l’originalità propria del laboratorio di Prato, l’esclusività del piccolo Museo Bottega di Firenze e un sentimento radicato: il sapere di far biscotti.
Porta(mi) nel Blu!
Dal 2019, momento in cui ho affiancato il Biscottificio Antonio Mattei nella delicata e fondamentale fase di Rebranding, il capitolo ‘ritorno al blu iconico’ è stato predominante durante tutto l’anno di ricerca e sperimentazione che ci ha condotto al risultato desiderato: origini, eredità e riconoscibilità nel segno e nel sentimento.
Mi piace pensare che nel lavoro di comunicazione che conduco sul Brand siano sempre due gli elementi cardine: la composizione e la sua utilità, la contaminazione e la sua emotività. Elisabetta mi ha chiesto di pensare a qualcosa che riuscisse a caratterizzare il Museo Bottega di Firenze, qualcosa che legasse maggiormente non solo il luogo fiorentino al Laboratorio storico di Prato ma che dialogasse direttamente con la strada storica di Porta Rossa e i suoi passanti. Ricordo di aver immaginato proprio questa cosa: ‘Vorrei che fosse un’immersione nel Blu ma disorientante come l’arrivo di Alice nel Paese delle Meraviglie’. Dopo aver scartato diverse ipotesi l’idea che più mi incuriosiva e motivava era quella che prevedeva un lavoro su due livelli: il colore e il concetto. Il primo è stato l’elemento naturale ed intuitivo, il conseguimento di un processo già avviato da tempo. Da otto anni infatti per me curare il packaging del Biscotto di Prato è stato come prendermi cura della sua ‘seconda pelle’. In questo caso disegnare la proposta della facciata dell’ingresso del Piccolo Museo è stato un po’ come scegliere un nuovo abito. Il concetto che si è sovrapposto all’iconico Blu Mattei è nato da un pensiero sulla ‘dismisura del reale e del gioco’ e ho deciso di decostruire il Logo per renderlo puro elemento decorativo. La proposta è stata accettata e condivisa, grazie poi al lavoro di squadra l’idea ha preso vita. Pensando in proporzione alle dimensioni dell’ingresso di Porta Rossa e a quelle del sacchetto da un chilogrammo di Biscotti non posso che consigliare a chiunque si trovi a Firenze di passare ed intrufolarsi all’interno del Piccolo Museo per godere appieno del ‘sapore blu’.
NUOVO PROGETTO
NUOVO PROGETTO
LA TOSCA
Gennaio 2023 |
Nasce il tris da collezione dedicato alla “TOSCANA”, tre colori per tre nuove biscottiere ecco l’assoluta novità in casa Antonio Mattei quest’anno.
Su ogni facciata pulsa il cuore della terra etrusca, trovano spazio iconiche presenze suggestive. Tra Prato e Firenze, passando per Siena, San Giminiano e Pisa le illustrazioni realizzate da Simone Massoni e Ilaria Falorsi decorano e incuriosiscono, diventano un emblema di un luogo da visitare o memoria di un posto ormai divenuto casa.
| Foto di Alessandro Moggi









Linea BISCOTTI
Lavoro di Rebranding e Packaging 2019 | Nuovo marchio e design grafico per la linea prodotti BISCOTTI del Biscottificio Antonio Mattei
| Foto di Alessandro Moggi
Linea FETTE
Lavoro di Rebranding e Packaging 2019 | Nuovo marchio e design grafico per la linea prodotti FETTE DI PAN BRIOCHE del Biscottificio Antonio Mattei
| Foto di Alessandro Moggi
Linea REGALO
Lavoro di Rebranding e Packaging 2019 | Nuovo marchio e art direction per la linea CONFEZIONI REGALO del Biscottificio Antonio Mattei
| Foto di Alessandro Moggi
Lei è Clara.
Lavoro di Art Direction, frutto della collaborazione con gli illustratori Simone Massoni e Ilaria Falorsi. Durante i tre mesi del lockdown, insieme ad Elisabetta Pandolfini e ai fratelli dello storico Biscottificio, abbiamo condotto un lungo studio che affonda le radici nel desiderio di restituire i valori della città ai propri abitanti in un momento di isolamento e distanza. Siamo partiti dall'architettura della Cattedrale di Santo Stefano simbolo della città di Prato ma durante la progettazione sono stati inseriti simboli e personaggi che rappresentano numerose tradizioni pratesi. Ad esempio c’è il giovane menestrello indice del folclore cittadino o Messer Gallo simbolo della qualità delle uova, uno degli ingredienti base del distintivo Biscotto di Prato, Dea Frumenta diventa emblema della bontà di un componente chiave della ricetta originale: la farina. L'intero artwork è ricco di particolari che la rendono un oggetto unico!
Lui è Renato, il bauletto.
Questo cofanetto è dedicato al Piccolo Museo Bottega di Firenze. L’artwork che si sviluppa sul corpo laterale della latta è caratterizzato da particolari propri dell’ambiente museale di via Porta Rossa 76/R, il salotto fiorentino inaugurato nel 2018. Tra le cornici dorate raffigurate troviamo alcuni personaggi reali come il fondatore Antonio Mattei e personaggi di fantasia ispirati a uomini e donne di tutti i giorni. Alcuni ritratti descrivono esattamente l’animo e il carattere di soggetti divertenti che popolano i ricordi e gli archivi fotografici del Biscottificio Antonio Mattei.
Come nascono i personaggi
Il fondatore del Biscottificio. Ereditò il titolo di fornaio dal padre Domenico. L’arte di cucire su misura ricette uniche e speciali è però dono di mamma Teresa, abile sarta perfezionista del dettaglio. Il suo amico Pellegrino, l’Artusi, scrisse di lui nel famoso manuale “La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene”. Tra tradizione e innovazione, Antonio diede vita ad una famiglia di gustosissimi biscotti racchiusi in un piccolo sacchetto Blu. La barba era il suo portafortuna. Quando l’accarezzava un’idea lampeggiava in lontananza per poi materializzarsi tra farina, uova e zucchero.
Fu sempre fedele a pochi e semplici ingredienti.
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Campione italiano di lotta greco romana. Medaglia d’oro con paraorecchie e tutina aderente. Il suo paese natale è Reggio in Aspromonte ma attualmente vive a Roma con sua moglie Stella e un criceto di nome Centauro. Dagli studi di Astronomia derivano i nomi delle sue otto figlie, le più note costellazioni celesti: Andromeda, Cassiopea, Colomba, Fenice, Freccia, Idra, Lira e Volpetta. L’hobby preferito di Frank è il Domino e mangia quintali di pistacchi e tutti i prodotti a base di questa tipica drupa coltivata già in età preistorica in Persia.
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Un bellissimo esemplare di Bombay Nero di origine statunitense dal tipico colore degli occhi giallo limone. Brinzin ha classiche doti da free climber e ama arrampicarsi sulle colonne più alta del salotto. Da sempre un piccolo combinaguai che però concede fusa a profusione al suo amato padroncino. Ama seguire le tracce lasciate da Ernesto in giro per casa, quelle profumatissime briciole di biscotti e pan brioche tostato.
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Cantautrice. A sedici anni è già promessa indiscussa della nuova scena folk-indie-pop internazionale. In bilico tra intimità e genialità ha deciso di non firmare nessun contratto milionario ma di fondare la sua etichetta indipendente. Nella Hit Parade delle canzoni più ascoltate dai teenagers c’è il suo ultimo pezzo Briciole. Ama i pattern e le chitarre glitterate. Il suo amico a quattro zampe è un Pincher color miele di nome Cantuccio. Relazione poliamorosa in corso.
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Della famiglia Pandolfini fu il primo rappresentante. Buongustaio dalla nascita, lungimirante apprendista e perseverante lavoratore. Inseparabile dal suo sigaro, amante della musica lirica. Prenotava sempre un posto in prima fila per assistere alla prima del Nabucodonosor, l’opera più risorgimentale del caro Giuseppe Verdi. Aveva una gatto nero di nome Brinzin e rammentava sempre che fin dall’antica Roma i gatti neri erano animali da compagnia considerati simbolo di buon auspicio.
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Insegnante d’arte in pensione. Campionessa di Tre sette al Circolino di Pontassieve. Colleziona tazze in porcellana Richard Ginori esclusivamente di colore Blu. Appassionata di Jazz, ascolta in loop i successi di Lady Ella. Soffre di perdita della memoria temporanea e spesso crede di essere la figlia di Mies van der Rohe. La sua compagna di vita è una Rosolida carnivora che a Settembre riempie i davanzali della villetta napoletana eraditata dalla cara zia Ilse di bellissimi fiori bianchi.
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Attrice della Nouvelle Vague. La sua tartaruga si chiama Godard. Londinese di adozione. I taxi sono la sua terapia personale. Confida i suoi più intimi segreti solo ai taxisti della City. Di notte si aggira per la città in cerca di nuovi murales. Una volta a settimana porta la focaccia fatta con le sue mani ai nonni in affido della casa di riposo vicino Hide Park e coglie l’occasione di flirtare con il gallerista della Serpentine Hugo. Suo marito la definisce acerrima ladra di ciabatte e lei ne va fiera.
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Fashion blogger iraniana. Scrive per la colonna “Contemporary vintage” su Vanity Fair USA. Single, vive con 3 gatti e due pappagalli in un bilocale in centro a Parigi. Ha il pallino del tacco 14 e del Rouge Allure Velvet Chanel. Adora scrivere lettere con penne calligrafiche rare acquistate in piccole Botteghe nel Marais. Va pazza per le peonie di giugno e per gli incontri di Muay thai sul digitale terrestre.
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Pittore ritrattista. Vive a Fiesole con sua madre in una piccola palazzina Art Deco. Giocatore incallito di Sudoku ama isolarsi tra griglie e numeri. Fin da bambino conservava innumerevoli quantità di figurine PANINI. Non barattò mai un doppione tanto da riuscire a tappezzare l’intera camera da letto di mezzibusti di calciatori di ogni nazionalità. Talmente goloso di biscotti al cioccolato che ha chiamato il suo fedele bassotto: Fondente.
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Documentarista toscano. Aspira al leone d’Oro ma per ora le biciclette sono i suoi veri trofei, ne ha 32. Per non parlare dei suoi adorati cappellini in lana rossa ne ha 110, li colleziona da quando aveva 10 anni. Ha appena conosciuto attraverso un App di incontri Deliziosa Lay, soubrette di successo. Dopo anni di relazioni amorose disastrose alle spalle si dice finalmente innamorato. Mangia macedonia di frutti rossi a colazione e ha un quaderno su cui appunta solo nomi di partigiani italiani. Nel tempo libero costruisce Cibbé.
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Immagini lavori.
Archivio.

Mood - Scatto Prodotto nudo

Mood - Scatto Prodotto nudo

Mood - Scatto Prodotto nudo

Shooting Primavera

Nuovo Logo istituzionale sulle cappelliere storiche Antonio Mattei

Nuovo studio | Packaging per la monoporzione

Cartolina IL BLU PROFUMA DI BISCOTTI

Cartolina SFORNIAMO RICORDI

Ogni momento è buono...

Cartolina IL BLU PROFUMA DI BISCOTTI

Cartolina Archivio Storico Antonio Mattei

DETTAGLIO | Confezione regalo 2020

Catalogo natalizio | Confezioni regalo 2020

Catalogo natalizio | Confezioni regalo 2020

Catalogo natalizio | Confezioni regalo 2020

MIX | Confezione regalo 2020

IL CUBO | Confezione regalo 2020

MIX | Confezione regalo 2020









Rebranding 2019
L’impegno e l’entusiasmo
Il filo conduttore nell’esperienza che mi ha coinvolto nell’arco degli ultimi sei anni all’interno del Biscottificio Antonio Mattei come Responsabile dell’immagine coordinata aziendale scorre tra due parole chiave: impegno ed entusiasmo. Valori che sono stati condivisi quotidianamente in un confronto costante di competenze, come Art Director mi sono sempre posta in una posizione di dialogo con i soggetti che ho scelto di rappresentare e coadiuvare nella Comunicazione. In questa esperienza i valori emersi in superficie sono stati molteplici ma quelli determinanti sicuramente sono quello di generosità e di possibilità. Ho potuto attingere ad un archivio storico di indefinibile preziosità per recuperare dettagli e segni iconici e restituire uno storytelling aziendale ricco e completo. L’ascolto, l’attenzione e la disponibilità sono state doti indispensabili all’elaborazione di una nuova composizione, un marchio capace di posizionarsi sul panorama creativo contemporaneo.
Un esperto di comunicazione deve garantire la sincerità del messaggio in relazione alla coerenza con l’identità aziendale, per me è stato intuitivo e spontaneo poter rispondere alle esigenze dei fratelli Pandolfini grazie alla collaborazione nel tempo, al loro affiancamento e sostegno. Ho potuto appoggiare il loro desiderio di cambiamento nel rispetto delle tradizioni ed è stato un passaggio quasi del tutto “naturale” quello del contenuto verso la contemporaneità del segno.
Il Brand oggi si carica di un bagaglio emotivo che accoglie ogni sguardo esterno, deve essere capace di suggerire delle sfumature che non riguardano solo il passato e la storia ma le visioni dell’azienda rivolte al futuro. Interagire con la storicità e la territorialità di questo nuovo logo istituzionale è stato coinvolgente, ho appreso molto e raccolto più di quanto avrei mai potuto immaginare. La responsabilità ha risvegliato in me un senso di gratitudine e soddisfazione quando il lavoro di sintesi e di rappresentazione grafica mi ha condotto al risultato definitivo sperato.
Un elemento fondamentale è stata la chiarezza. L’obiettivo era quello di restituire leggibilità e riconoscibilità al marchio e così è stato. Il cammino si è arricchito poi grazie al restyling completo dei packaging. Va ricordato infatti che in 160 anni poche volte si è agito graficamente sull’icona blu del sacchetto di carta legato a mano, nel 2019 però la scelta è stata completa. Era arrivato il momento di ridefinire le gerarchie visive all’interno dell’intera immagine visiva e di restituire al Blu il comando, come colore unico Mattei. Il lavoro svolto è durato un anno intero, ci sono state riunioni e discussioni costruttive tra me, i miei collaboratori e i fratelli Pandolfini e passo dopo passo il percorso ha coinvolto l’intero Team Mattei, l’occhio dei maestri pasticceri e il resoconto dei lavoratori dello storico Biscottificio costituiscono un sapere che non può essere messo da parte.
L’azienda si fonda su un’unicità che valorizza il “fare artigianale” e il bene relazionale e proprio questo è stato lo spazio d’azione ottimale entro cui muoversi e creare.
Nuovo Marchio Istituzionale
Evoluzione del segno aziendale dal 1881 ad oggi. Ispirazione della nuova composizione al logotipo originario. Il risultato della ricerca condotta ha portato ad una nuova immagine caratterizzata da una forte connotazione storica e tradizionale ma dal sapore propriamente contemporaneo. Chiarezza e armonia donano leggibilità e restituiscono l’eleganza del Biscottificio storico Antonio Mattei, un luogo magico dove il profumo dell’esperienza è in grado di rinnovarsi giorno dopo giorno.
BLU Antonio Mattei
In continuità con un sapere che cresce da oltre 160 anni i quattro Fratelli Pandolfini decidono di far evolvere il carattere comunicativo adottato dall’azienda, prima di tutto prevedendo un restyling del Logo fino ad arrivare alla rivisitazione della classica veste grafica del packaging, del mitico sacchetto BLU, ridefinendo la gerarchia degli elementi ma puntando sull’unicità del colore ormai distintivo.